Interpretazione in lingua dei segni in chiesa

Spesso gli italiani, quando si confrontano con persone provenienti da altri paesi, amano lamentarsi e piangersi addosso. Non so voi, ma io ho perso il conto delle volte in cui, quando si parla di un problema di inefficienza, burocrazia lenta o inciviltà, ho sentito la frase “Cosa ti aspetti? Ricordati che qui siamo in Italia!”. In genere non amo queste generalizzazioni perché penso che il nostro paese sia ricchissimo di risorse e che ovunque ci siano servizi che funzionano e persone dedite al prorio lavoro, sia servizi scadenti e impiegati pigri.

Detta questa premessa però, devo dire che alcune cose che ho visto negli Stati Uniti mi hanno fatto pensare con amarezza che la loro esportazione in Italia richiederà molto più tempo rispetto a quella dell’ultimo modello di I-Phone.

Restringendo il campo al mondo della traduzione, ad esempio, sono stata piacevolmente sorpresa dalla presenza di un servizio di interpretazione in lingua dei segni durante una funzione religiosa in una chiesa di Harlem a New York. Durante la funzione si sono avvicendati ben 4 interpreti che hanno interpretato l’intera celebrazione, inclusi i canti.

A qualcuno di voi è mai capitato di vedere offrire lo stesso servizio in Italia? Sarei felicissima di essere smentita 🙂

Il fascino della lingua saurana

Complici alcuni familiari ed amici che sono venuti a trovarmi, durante queste vacanze di Natale ho avuto l’opportunità di (ri)fare tappa in alcune delle più belle località della meravigliosa regione che mi ospita da 2 anni, il Friuli Venezia Giulia, una regione che dal mare alla montagna, passando per la collina, non si fa mancare davvero niente. In alcuni dei posti, come Trieste, Cividale e Grado ero stata già svariate volte, ma è stata la prima volta che ho potuto apprezzare le bellezze di Sauris, una delle mete turistiche più gettonate per gli amanti degli sport invernali.

DSCF1156Sauris è un paesino di circa 400 abitanti a oltre 1200 metri di quota (il comune più alto della regione) ed è noto per i suoi salumi, la sua ricotta affumicata e la birra. Al di là del paesaggio mozzafiato e delle prelibatezze irresistibili, quello che maggiormente mi ha affascinato di Sauris è la sua storia ed il suo patrimonio etno-linguistico.

Secondo la tradizione, il paese è stato fondato nel tredicesimo secolo da due soldati tedeschi che, stanchi della guerra, decisero di rifugiarsi nella natura incontaminata di Sauris. A causa delle difficili condizioni geografiche, il paese rimase a lungo isolato. Si narra infatti che per andare nel villaggio più vicino non ci volevano meno di 4 ore di cammino. Per via del suo isolamento, si svilupparono tradizioni indipendenti da quelle nella zona circostante. In particolare prese forma la lingua saurana, un mix tra tedesco antico originariamente parlato nel sud della Baviera, friulano ed italiano.

Nel ventesimo secolo la lingua saurana è stata oggetto dell’attenzione di molti linguisti che, grazie ai loro studi, hanno ricavato importanti informazioni non solo sul saurano, ma anche sull’evoluzione di quello che è poi diventato il tedesco moderno. Dopo alcuni anni di declino, dagli anni ’60 la lingua saurana gode di una rinascita grazie ad un processo di recupero, tanto che oggi esistono dizionari italiano-saurano e testi redatti in questa interessante lingua.

Ecco alcune parole nella lingua saurana:

  • Buongiorno – Guetn tokh
  • Buonasera- Guetn tcnos
  • Ciao – I griessedi
  • Grazie mille – Schoane gedonkhet
  • Arrivederci – Der sehnsi
  • Sauris – Zahre

Per approfondimenti: http://www.sauris.org/