Laurea e tradizioni

La laurea è un evento importante per tutti e ovunque, ma Paese (anzi città e addirittura facoltà) che vai, usanza che trovi.

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La mia laurea

In Italia la cerimonia di laurea consiste nella discussione della tesi a cui assistono parenti e amici e di solito non prevede la consegna fisica del diploma (che generalmente si può ritirare molto tempo dopo). Le tradizioni più comuni vogliono che il laureato indossi la corona d’alloro e che rimanga una vittima inerme di ogni tipo di goliardia (che non a caso fa rima con angheria) da parte degli amici.

Negli Stati Uniti e in Regno Unito invece, il coronamento della carriere universitaria avviene durante la nota cerimonia che tutti abbiamo visto nei film. I laureandi sono tutti vestiti con toga e tocco e, nel momento in cui viene consegnato loro il diploma, passano il cordino del tocco dall’altra parte.

Murales universitàAnche in Slovacchia, la cerimonia della laurea (promócia) è un evento separato rispetto a quello della discussione della tesi (obhajoba, letteralmente “difesa”), che avviene precedentemente. Una tradizione curiosa diffusa in Slovacchia prevede che gli studenti lascino il loro segno scrivendo il proprio nome con la vernice sulla strada antistante la loro università. Ecco una foto dell’ingresso dell’Università di Banská  Bystrica (mi scuso per la scarsa qualità, ma è stata scattata col cellulare).

Interpretazione in lingua dei segni in chiesa

Spesso gli italiani, quando si confrontano con persone provenienti da altri paesi, amano lamentarsi e piangersi addosso. Non so voi, ma io ho perso il conto delle volte in cui, quando si parla di un problema di inefficienza, burocrazia lenta o inciviltà, ho sentito la frase “Cosa ti aspetti? Ricordati che qui siamo in Italia!”. In genere non amo queste generalizzazioni perché penso che il nostro paese sia ricchissimo di risorse e che ovunque ci siano servizi che funzionano e persone dedite al prorio lavoro, sia servizi scadenti e impiegati pigri.

Detta questa premessa però, devo dire che alcune cose che ho visto negli Stati Uniti mi hanno fatto pensare con amarezza che la loro esportazione in Italia richiederà molto più tempo rispetto a quella dell’ultimo modello di I-Phone.

Restringendo il campo al mondo della traduzione, ad esempio, sono stata piacevolmente sorpresa dalla presenza di un servizio di interpretazione in lingua dei segni durante una funzione religiosa in una chiesa di Harlem a New York. Durante la funzione si sono avvicendati ben 4 interpreti che hanno interpretato l’intera celebrazione, inclusi i canti.

A qualcuno di voi è mai capitato di vedere offrire lo stesso servizio in Italia? Sarei felicissima di essere smentita 🙂