“Tredici passi verso il lavoro del traduttore” di Luca Lovisolo

Qualche tempo fa ho scoperto l’interessante blog Kommunika curato dal traduttore italiano Luca Lovisolo, attivo nella Svizzera italiana. Si tratta di un blog molto interessante, che viene regolarmente arricchito di contributi sottoforma di articoli e video relativi a vari aspetti del lavoro del traduttore: dal marketing, alle tariffe, alla qualità. 

Incuriosita dal blog, ho deciso di legger il libro firmato dallo stesso autore “Tredici passi verso il lavoro del traduttore. Diventare traduttore freelance in Italia e nella Svizzera italiana“. Si tratta di un manuale dal taglio estremamente pratico che, come suggerisce il titolo, si concentra su come muovere i primi passi nel mondo della traduzione: dall’acquisizione delle competenze linguistiche, ai rapporti coi clienti.

A mio avviso è un libro che dovrebbe essere letto da tutti coloro i quali hanno intenzione di affacciarsi sul mondo della traduzione, poiché offre informazioni utili su quelle che, secondo l’autore, sono le competenze realmente spendibili sul mercato, informazioni che sarebbe bene acquisire preventivamente per evitare di investire tempo e denaro in titoli di studio o percorsi professionali che poi difficilmente daranno accesso allo sbocco desiderato.

Personalmente ho trovato molto interessante la sezione dedicata al marketing, che distingue in maniera netta l’approccio che il traduttore dovrebbe adottare con le agenzie da quello da impiegare con i clienti diretti. Entrambi i capitoli sono ricchi di consigli pratici: dall’impostazione del curriculum vitae per le agenzie ai vari metodi per entrare in contatto con i clienti diretti.

Inoltre, ho trovato interessante la sezione dedicata alla responsabilità civile del traduttore, generosa di consigli per evitare di mettersi nei guai 🙂

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“Thoughts on translation” di Corinne McKay

Ho da poco finito di leggere  “Thoughts on translation” della traduttrice americana Corinne McKay, nonché autrice dell’omonimo e popolare blog.

Il libro è un manuale pensato per tutti i traduttori, dai principianti ai più navigati, ed ha a mio parere il grande merito di avere un taglio molto pratico, nei contenuti, nello stile e nel formato: è costituito infatti da una serie di brevi paragrafi (massimo due pagine) che non sono altro che post pubblicati dall’autrice sul suo blog tra il 2008 e il 2012, ordinati per argomento e riuniti in 9 capitoli indipendenti tra loro: ognuno può cominciare dal capitolo che reputa più interessante.

I temi affrontati spaziano dai primi passi nel mondo della traduzione alle questioni economiche, passando per il marketing, i rapporti con i clienti e le tecnologie impiegate nella traduzione. Essendo l’autrice americana, il mercato preso in considerazione è essenzialmente quello americano, ma è possibile adattare le informazioni contenute nel testo alla propria realtà locale. 

Anche se l’autrice analizza principalmente tematiche relative al lavoro dei traduttori, gli spunti interessanti anche per gli interpreti non mancano. Personalmente ho trovato particolarmente interessanti i capitoli sulle relazioni coi clienti e sul marketing, ricchi di consigli utili per comunicare la propria professionalità nel modo più appropriato e per evitare o, imparare a gestore situazioni spiacevoli.

“La voce degli altri” di Paolo Maria Noseda

Ho da poco finito di leggere le appassionanti memorie di Paolo Maria Noseda La voce degli altri. Paolo Noseda è uno dei più famosi interpreti italiani, noto al grande pubblico per la sua collaborazione con il seguitissimo programma di Rai 3 Che tempo che fa, nel quale presta la voce agli ospiti stranieri.

A dispetto di quello che qualcuno potrebbe aspettarsi, non si tratta di un manuale destinato esclusivamente agli addetti ai lavori, in cui si dispensano consigli di natura professionale. O meglio, gli spunti per chi svolge o si accinge a intraprendere questa professione non mancano, ma questo libro è molto di più di un semplice manuale.

E’ un libro scritto per tutti, che parla di una persona che ama profondamente il suo lavoro, lavoro che gli ha permesso di incontrare delle personalità straordinarie. Mi hanno molto appassionato le cronache degli incontri con giganti della cultura mondiale come Roberto Saviano, Bono Vox, David Grossman, Salman Rushie, per citarne solo alcuni della lunga lista.

La voce degli altri si pone come obiettivo il fornire una risposta a una semplice domanda: che cosa fa un interprete? In un paese come il nostro in cui gli interpreti non godono di molte protezioni e riconoscimenti (la prima dimostrazione fra tutte è la mancanza di un albo), offrire una risposta a questa domanda è già di per sè molto impegnativo.

Mi è molto piaciuta la definizione della professione di interprete offerta dall’autore: “non siamo traduttori, doppiatori, attori, professori, tuttologi o ballerini, medici o cantanti, tecnici o teorici, siamo solo degli esseri umani e, come tali, cerchiamo, al meglio delle nostre possibilità e facoltà, di interpretare, appunto, le idee e le parole degli altri, con la nostra voce, la nostra mente e il nostro cuore” (p. 202).

Leggendo il libro sono stata colpita dalla grande umanità e umiltà dell’autore. Ad esempio, ho rivisto me stessa quando mi capita di incontrare colleghi molto più navigati di me quando descrive la sua emozione al cospetto della regina dell’interpretazione televisiva Olga Fernando dietro le quinte del Festival di Sanremo: “Non la seguo più. Ho troppa paura. Poi la velocità, il ritmo, l’intonazione insomma non ci sono abituato. Lei è divina. (…) Lei sì che è una vera interprete” (p. 87).

Si dimostra estremamente umano quando chiede comprensione ai telespettatori di Che tempo che fa per le sbavature commesse durante l’interpretazione della difficilissima intervista di Fabio Fazio a Condoleezza Rice (p. 95).

Il libro contiene anche molti episodi esilaranti, uno dei quali si svolge in un elegante hotel e che, per una serie di vicissitudini, vede il protagonista aggirarsi nella hall avvolto in un telo da doccia ed imbattersi in Pippo Baudo e Katia Ricciarelli, rimasti al quanto sorpresi dalla mise dello sventurato ospite.

Dal mio punto di vista, sarebbe stato interessante se l’autore si fosse soffermato più a lungo sugli inizi della sua carriera, regalando ai giovani interpreti qualcuno dei segreti che lo hanno portato al meritato successo con cui è stato coronato. Tuttavia, come ho già detto, La voce degli altri è molto di più di un semplice manuale per addetti ai lavori e la sua missione è molto più importante.