La parola del giorno: Majáles

Con l’arrivo della primavera, Banská Bystrica, la mia città in Slovacchia, sembra rinata: fiori variopinti e profumati in ogni angolo, colline verdeggianti, uccellini che cantano ed eventi interessanti tutte le sere: concerti di vario tipo, proiezioni di film, iniziative per la promozione della tutela ambientale e chi più ne ha più ne metta.

Vale la pena a questo proposito anche ricordare che ieri, 8 maggio, in Slovacchia  si celebrava l’anniversario della liberazione dal fascismo, un po’ come il nostro 25 aprile.

A proposito di iniziative, oggi, anzi, proprio in questo momento, è in corso l’evento più atteso dell’anno dai giovani della città: il Majáles.

Majales

Per ovvie ragioni, nella mia classifica personale dei cosiddetti falsi amici italiano-slovacco (ossia quei termini che sembrano uguali nelle due lingue, ma che in realtà hanno un significato completamente diverso) la parola Majáles è balzata al primo posto 🙂 Diversamente da quello che la parola può evocare ad un italofono, il Majáles è un semplice concerto all’aria aperta, ed il suo nome deriva da máj (maggio) e les (bosco).

La parola del giorno: panelák

Il panelák (al plurale paneláky) è un palazzo molto alto, dai 10 ai 20 piani, contraddistinto da colori, diciamo così, poco vivaci. Chiunque abbia messo piede in Slovacchia o in Repubblica Ceca, avrà sicuramente notato questo tipo di palazzo.

I paneláky, come dice il nome stesso, furono costruiti con pannelli prefabbricati durante gli anni 60 e 70 e furono una delle tante applicazioni della filosofia pragmatista del regime socialista. Si trovano nella maggior parte delle città dell’ex Cecoslovacchia, ma la  zona attualmente con la maggior concentrazione di paneláky è il quartiere Petržalka a Bratislava.

I paneláky sono riuniti in sidliska (al singolare sidlisko) e molti dei sidliska hanno all’interno una zona con con giochi per bambini (ihrisko). Non lo chiamo volutamente giadinetto perché spesso l’ihrisko è ricoperto di asfalto.

Oggi in slovacco la parola panelák ha anche un’altra associazione, poiché è anche il nome di una popolare serie televisiva.

A proposito dei paneláky, ecco un link ad un articolo in italiano pubblicato qualche settimana fa su Buongiorno Slovacchia sul quartiere Petržalka, un altro interessante articolo in inglese sulla vita nei paneláky ed un articolo di Wikipedia in inglese sulla loro storia.

La parola del giorno. Due proverbi in slovacco

ImageOggi inauguro una serie di post che da qualche tempo mi ronza per la testa e che chiamerò “la parola del giorno” in cui condividerò con chi lo vorrà i termini curiosi che scopro ogni giorno nelle lingue che conosco.

Per cominciare, data la mia passione per i proverbi, in questo post parlerò di due proverbi in slovacco che ho scoperto qualche giorno fa.

Ja nič, ja muzikant – Il significato letterale è “io niente, io musicista” e viene usato quando si vuole dire che non si è responsabili di un evento o di una circostanza sgradevole che si è verificata. In italiano non mi sono venuti in mente proverbi corrispondenti al cento per cento con la versione slovacca. La traduzione più vicina potrebbe essere “Non sono stato io” (come non pensare all’episodio dei Simpsons?).

Som z toho jeleň – Il significato letterale è “in questo sono cervo” e viene usato per dire che in un determinato campo si è davvero incompetenti o per niente dotati, con un registro informale, un po’ come il nostro “sei un somaro”.