Sì o no?

Quando si impara una lingua straniera, tra le prime parole che si imparano ci sono sicuramente e no. Se in alcune lingue l’apprendimento di queste parole fondamentali non desta particolari difficoltà, come ad esempio in inglese dove yes vuol dire e no vuol dire no, ce ne sono altre in cui la questione è un po’ più complicata.

ImagePensiamo ad esempio al francese: per anni gli studenti credono di avere la verità in tasca pensando erroneamente che sia sufficiente sapere che per dire si dice oui e per dire no si dice non. E’ bruciante la delusione quando si accorgono che oltre a oui e non esiste anche si, che vuol dire anch’esso , ma si usa in risposta ad una domanda in forma negativa. Ad esempio, se qualcuno mi chiedesse: “Tu n’es pas italienne?” in buon francese io dovrei rispondere “Si, je suis italienne”.

ImageIn slovacco le cose si complicano ancora di più perché, se è vero che si dice ano e no si dice nie, è anche vero che nella lingua parlata è comunissimo l’utilizzo di no, che non è una negazione, ma un’abbreviazione di ano, quindi vuol dire . Inoltre, per dire , gli slovacchi utilizzano anche hej. Ultimo tassello del puzzle: quando i bambini fanno qualche marachella,  i genitori per far capire loro che quello che fanno non va bene dicono “no no no!”. C’è da perdersi, no?

L’oscar del sì e no però, va senza dubbio alla lingua bulgara. si dice da e no si dice nie, peccato però che il gesto che accompagna il da è un movimento della testa in senso orizzontale (esattamente quello che facciamo in Italia per dire no), mentre il nie è accompagnato da un movimento verticale della testa prima verso l’alto e poi verso il basso (ossia molto simile a quello che facciamo in Italia per dire sì). Che dire, il mondo è bello perché è vario.

10 parole che un italiano in Slovacchia deve sapere per evitare equivoci imbarazzanti

Una delle cose più divertenti quando si impara una lingua straniera è scoprire i cosiddetti falsi amici, ossia quelle parole che esistono in più di una lingua, ma con significati completamenti diversi. Studiare lo slovacco riserva non poche di queste sorprese, alcune delle quali particolarmente esilaranti. Eccone una selezione.

Cominciamo con quelle che non creano particolare danno: cena (pronunciato zena) che vuol dire prezzo, cesta (pronunciato zesta) che vuol dire viaggio o strada, pero che vuol dire penna, dieta che vuol dire bambino (anche se ha una pronuncia lievemente diversa rispetto alla parola italiana a cui assomiglia), kava che vuol dire caffè, unavena che vuol dire stanca e Stanka che è il diminutivo di Stanislava (nome proprio).

E ora passiamo a quelli che bisogna assolutamente sapere per evitare equivoci potenzialmente pericolosi. Innanzitutto, è bene sapere che in slovacco la parola kurva vuol dire donna dai facili costumi. Se poi vi dovesse capitare di sentire la parola fiha, sappiate che è un’esclamazione di sorpresa, simile al nostro wow. E infine, la mia preferita in assoluto: ano, che sentirete dire centinaia di volte al giorno perché vuol dire sì. Da tenere bene a mente!

Un brindisi ai voli low cost

Reduce da meno di 24 ore da un volo Ryanair non posso fare a meno di prendere spunto da questo interessante post per condividere con voi il mio disappunto per l’ennesimo caso in cui la lingua italiana viene bistrattata con un inutile (e scorretto) calco dall’inglese. Oltre alle indispensabili “smokeless cigarettesssss” – sigarette senza fumo e agli impedibili “scratchcardssss” – gratta e vinci, è arrivato il momento degli “spirits”, tradotti magistralmente in italiano come spiriti. Brindiamo a Ryanair!