Fonti di ispirazione sul marketing per traduttori

incertezzacreativa.wordpress.com

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I lavoratori autonomi di qualunque settore devono confrontarsi con un grande scoglio, soprattutto all’inizio della loro carriera (ma non solo): come farsi conoscere? Come acquisire clienti?

Queste sono le tipiche domande da 1 milione di dollari a cui non si può rispondere con un’unica “risposta corretta”. Dipende dal singolo settore: un grafico non potrà adottare le stesse strategie di marketing di un interprete o di un traduttore. Ma non solo: non tutti gli interpreti e traduttori possono utilizzare le stesse strategie, perché molto dipende dalle lingue di lavoro, dal mercato di riferimento, dalla predisposizioni personali, dall’ambito di specializzazione e da molti altri fattori.

La capacità di “sapersi vendere” è parte integrante delle abilità di un interprete o traduttore (ed ahimè, un tema totalmente trascurato dai programmi universitari di pressoché tutti i corsi di studio di traduzione e interpretazione), perché anche il professionista più talentuoso non può sopravvivere senza qualcuno che compri i suoi servizi.

Secondo la mia esperienza, la strategia più efficace è quella di elaborare un piano d’azione personalizzato che tenga conto dei fattori a cui ho accennato prima con obiettivi misurabili (a questo proposito segnalo questo interessante post). Per fare questo ci sono moltissime fonti da cui trarre ispirazione.

Ad esempio, suggerisco l’ottimo podcast in inglese Marketing tips for translators della traduttrice Tess Whitty (dall’inglese allo svedese). In ogni puntata (che si può ascoltare direttamente sul sito che ho linkato o su ITunes), l’autrice intervista autorevoli professionisti della traduzione che dispensano ottimi consigli concentrandosi in ogni puntata su un tema specifico come il CV, il profilo LinkedIn, ecc.

Per migliorare la propria strategia di marketing, esistono moltissime altre fonti a cui fare riferimento. Il modo più semplice e meno dispendioso è quello di dare un’occhiata a blog che parlano di questo tema (eccone alcuni).

Per i lettori più tradizionalisti, esistono anche pubblicazioni specifiche, tra cui:

Per chi fosse interessato ad avere una consulenza personalizzata sulla propria strategia di marketing, segnalo anche la possibilità di partecipare ad uno dei molti webinar offerti da Proz o da molti professionisti tra cui alcuni di quelli già citati.

Interpretazione e unità di misura

Stilare un preventivo per un servizio di traduzione o interpretazione non è una scienza esatta. Senza toccare la questione spinosa delle tariffe, che meriterebbe un capitolo a parte, bisogna innanzitutto imparare a districarsi nel dedalo delle unità di misura.

In questo post tratterò delle unità di misura impiegate nei servizi di interpretazione mentre nel prossimo post analizzerò quelle usate nella traduzione.

Quando si parla di interpretazione, normalmente si parla di giornate di lavoro (costituite da 7 ore di lavoro). Dovrebbe andare da sé, ma per sicurezza è meglio dirlo comunque, che quando l’incarico riguarda l’interpretazione simultanea, 7 è il numero delle ore globali cui il team di interpreti lavora avvicendandosi al microfono (un interprete non può lavorare  in simultanea 7 ore da solo!).

Alcune agenzie, tuttavia, richiedono preventivi per mezze giornate o addirittura tariffe orarie. Ad onor del vero, questa pratica è quantomeno discutibile, poiché quando si fornisce un servizio di interpretazione, il lavoro che si rende non è quantificabile solamente con la durata del servizio di interpretazione in quanto tale: si dovrebbe anche tenere in considerazione il tempo impiegato per lo studio dell’argomento trattato, che indipendentemente dalla durata dell’evento, non cambia.

Tale tempo di preparazione ha una durata variabile a seconda della tematica e dell’esperienza del professionista. A titolo esemplificativo, per preparare un convegno medico, un interprete senza esperienza significativa in quel determinato settore potrebbe aver bisogno di molti giorni, se non addirittura di qualche settimana.

Negli ultimi anni, con il diffondersi dei servizi di interpretazione telefonica si è anche iniziato a parlare di tariffa di interpretazione al minuto.

Per completare la rassegna, infine, non può mancare la vacazione, l’unità di misura dei servizi di interpretazione e traduzione resi al tribunale. Una vacazione è pari a due ore di lavoro (che sia interpretazione o traduzione): ad esempio, un incarico durato 6 ore equivale a tre vacazioni.

Serve l’interprete tra l’italiano e lo spagnolo? Jorge Lorenzo a “Che tempo che fa”

Video

Siamo proprio sicuri che l’italiano e lo spagnolo sono due lingue completamente intellegibili? Consiglio di dare un’occhiata all’intervista di Fabio Fazio a Jorge Lorenzo dell’8 dicembre a “Che tempo che fa” in italo-spagnolo. I bambini vanno all’asilo o all’ospizio?

Fotogramma: http://www.rai.tv/

Fotogramma: http://www.rai.tv/

Gli interpreti non sono riconosciuti, ma ridiamoci su

Una delle meravigliose vignette tratte da Mox's blog  http://mox.ingenierotraductor.com/2012/12/how-to-annoy-translatorinterpreter.html

Una delle meravigliose vignette tratte da Mox’s blog http://mox.ingenierotraductor.com/2012/12/how-to-annoy-translatorinterpreter.html

Nella classifica dei lavori più prestigiosi gli interpreti e i traduttori non occupano sicuramente i primi posti. Soprattutto in Italia ancora molta acqua dovrà passare sotto i ponti per arrivare ad un riconoscimento e ad una tutela della professione. E quando parlo di riconoscimento, ho in mente vari parametri: quello legale, quello fiscale e quello sociale. Nonostante la tragicità della situazione (soprattutto a livello di tassazione) credo non ci siano atteggiamenti più inutili di piangersi addosso, quindi cerchiamo di riderci su.

Oggi vorrei condividere alcune esperienze tragicomiche che mi sono capitate personalmente che dimostrano la scarsa consapevolezza che in generale regna sovrana nei confronti di questa professione.

Il primo episodio riguarda una riunione di un gruppo di lavoro a cui ho partecipato qualche anno fa in Germania. I partecipanti ai lavori, circa una ventina, provenivano da vari paesi europei e per permettere la comunicazione tra di loro era stato previsto un servizio di interpretazione simultanea. Durante questo incontro, come spesso succede, uno dei responsabili ha dimenticato di spegnere il cellulare (o quantomeno togliere la suoneria), dunque nel bel mezzo di lavori si è sentito uno squillo. A quel punto, per non disturbare i partecipanti e far proseguire la discussione in corso, il responsabile ha risposto al telefono e si è immediatamente alzato per lasciare la stanza. Peccato che però abbia deciso di andare a rifugiarsi proprio nella cabina di interpretazione, dove la povera collega ha continuato la sua simultanea senza scomporsi.

Il secondo episodio che vi vorrei raccontare si è svolto in un contesto molto più formale del precedente. Immaginate un teatro gremito di spettatori durante la cerimonia di premiazione di un importante premio internazionale. Essendo lo scrittore premiato straniero, durante il discorso di accettazione si stava esprimendo in inglese ed un interprete stava traducendo il suo discorso in italiano in consecutiva. Proprio in quel momento, mentre l’oratore con in mano il premio (una targa incisa) parlava e l’interprete era intento a prendere appunti, è arrivata un’hostess che ha pensato bene di andare dall’interprete e, come si è capito poco dopo, chiedergli di riferire allo scrittore di sollevare la targa e mostrarla alle telecamere. A causa dell’interruzione l’interprete ha perso parte del discorso dello scrittore, ma ha continuato il suo lavoro come se niente fosse.

Il terzo episodio mi è capitato personalmente durante un servizio di interpretazione simultanea nella cabina di francese. Mi trovavo ad un dibattito con principalmente partecipanti di lingua italiana e qualche oratore francofono. Durante la prima parte del dibattito avevano preso la parola solamente partecipanti di lingua italiana, dunque di fatto nessuno si era preoccupato di prendere le cuffie tranne i pochi partecipanti francofoni che seguivano i lavori attraverso la nostra traduzione italiano-francese. All’improvviso ha preso la parola un oratore francese. A quel punto i partecipanti italiani si sono resi conto di non avere le cuffie e hanno cominciato a guardarsi intorno. E a quel punto la svolta: una partecipante italiana che parlava francese ha preso la parola dicendo che non era necessario prendere le cuffie perché avrebbe tradotto lei il contenuto dell’intervento, magari riassumendolo un po’. Noi dunque siamo rimaste in cabina a tradurre per l’aere, sentendoci come dei pesci in un acquario, mentre l’aspirante collega si dilettava a tradurre in sala. Dopo qualche minuto di simil-interpretazione consecutiva, i partecipanti hanno iniziato a piccoli gruppi e con molta discrezione ad avviarsi in direzione delle cuffie e l’incontro è proseguito normalmente.

Avete assistito anche voi a scene simili? Se sì, come ha reagito l’interprete?

Interpretazione in lingua dei segni in chiesa

Spesso gli italiani, quando si confrontano con persone provenienti da altri paesi, amano lamentarsi e piangersi addosso. Non so voi, ma io ho perso il conto delle volte in cui, quando si parla di un problema di inefficienza, burocrazia lenta o inciviltà, ho sentito la frase “Cosa ti aspetti? Ricordati che qui siamo in Italia!”. In genere non amo queste generalizzazioni perché penso che il nostro paese sia ricchissimo di risorse e che ovunque ci siano servizi che funzionano e persone dedite al prorio lavoro, sia servizi scadenti e impiegati pigri.

Detta questa premessa però, devo dire che alcune cose che ho visto negli Stati Uniti mi hanno fatto pensare con amarezza che la loro esportazione in Italia richiederà molto più tempo rispetto a quella dell’ultimo modello di I-Phone.

Restringendo il campo al mondo della traduzione, ad esempio, sono stata piacevolmente sorpresa dalla presenza di un servizio di interpretazione in lingua dei segni durante una funzione religiosa in una chiesa di Harlem a New York. Durante la funzione si sono avvicendati ben 4 interpreti che hanno interpretato l’intera celebrazione, inclusi i canti.

A qualcuno di voi è mai capitato di vedere offrire lo stesso servizio in Italia? Sarei felicissima di essere smentita 🙂