Buona Pasqua e tanta acqua!

DIstrazione

No, non sto sperando che arrivi la pioggia (anche perché in questo momento buona parte della Slovacchia è coperta da una coltre di neve). L’acqua di cui parlo è quella che, secondo la tradizione slovacca, i ragazzi usano per bagnare le ragazze il giorno del lunedì di Pasqua. E non sto parlando di un goccino, ma di un vero e proprio gavettone. Non contenti dell’acqua, i ragazzi “deliziano” ancora le ragazze con dei colpetti inferti da uno speciale frustino realizzato con dei rami intrecciati (korbač), che viene decorato da ciascuna ragazza frustata con un nastrino. Per ringraziare gli uomini del cortese trattamento, le ragazze li omaggiano con uova decorate, cioccolatini e soldi.

Per quanto ad occhi esterni questa tradizione possa sembrare maschilista ed offensiva per le donne, si tratta di un retaggio pagano, il cui significato è quello di augurare alle ragazze buona salute e felicità.

In generale la Pasqua (Veľka noc, che letteralmente vuol dire grande notte) in Slovacchia è una festa molto sentita. La preparazione comincia la domenica delle palme (Kvetná nedela, letteralmente domenica fiorita). In attesa della Pasqua, le famiglie preparano la casa facendo grandi pulizie e decorandola con i simboli della primavera: narcisi, tulipani e tante uova decorate. Queste ultime vengono anche utilizzate per decorare gli alberi (zlatý dažď, ossia pioggia d’oro).

La settimana di Pasqua si chiama Veľký týždeň (grande settimana) ed ogni giorno prende un nome particolare: il mercoledì è chiamato Popolcová streda (mercoledì delle ceneri), il giovedì è detto Zelený štvrtok (giovedì verde, dal colore del cibo che viene consumato prevalentemente quel giorno), il venerdì è chiamato Veľký piatok (venerdì grande), il sabato Bielá sobota (sabato bianco), la domenica Veľkonočná nedeľa (domenica della notte grande) e il lunedì Veľkonočný pondelok (lunedì della notte grande).

Per quanto riguarda le tradizioni gastronomiche legate alla Pasqua, come in Italia, il venerdì santo non si mangia carne, ma (anche qui come in Italia), la domenica non ci si fa mancare niente 🙂 I cibi che tradizionalmente non mancano sulle tavole degli slovacchi il giorno di Pasqua sono: uova, prosciutto, salsicce, bábovka (una specie di zuccotto), kren (chren), rape e conigli di cioccolata.

Buona Pasqua a tutti!

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Gli esami di maturità in Slovacchia

DIstrazione

La scorsa settimana i 57.000 studenti slovacchi dell’ultimo anno della scuola superiore hanno affrontato la prova più importante della loro carriera scolastica: gli esami di maturità (in slovacco maturita).

A differenza dell’Italia, in cui tutte le prove dell’esame di stato si svolgono alla fine dell’anno scolastico, in Slovacchia le prove scritte si svolgono in marzo – quest’anno dal 12 al 15 – mentre le prove orali in estate – quest’anno dal 20 maggio al 7 giugno.

In particolare le prove scritte sono così articolate: il primo giorno c’è la prova di lingua e letteratura slovacca; la seconda prova riguarda una lingua straniera a scelta fra inglese, tedesco, francese, russo e italiano (strano ma vero!); il terzo giorno c’è la prova di matematica e infine l’ultimo giorno la prova di lingua e letteratura ungherese o ucraina (per gli istituti scolastici bilingui).

In Slovacchia è molto facile riconoscere gli studenti impegnati a sostenere gli esami di maturità. In primo luogo perché durante le giornate delle prove scritte osservano un codice di abbigliamento particolarmente formale. In secondo luogo, perché tutti gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori hanno un piccolo nastro verde appuntato sulla giacca (stužka) con il loro nome.

Foto: www.stuzkova.eu - Decorazione della porta delle classi dell'ultimo anno

Foto: http://www.stuzkova.eu – Nastro per decorare le porte delle aule dell’ultimo anno

La stužka viene indossato tutti i giorni dagli studenti dell’ultimo anno dopo la stužková, un ballo (per intenderci, simile al prom americano) che si tiene nel periodo di novembre e che viene organizzato integralmente dagli studenti, a cui partecipano anche i professori ed i genitori (che però vengono mandati gentilmente a casa dopo la mezzanotte 🙂 ). In occasione del ballo, oltre a varie esibizioni, viene preparato anche un programma per i professori, i quali sono all’oscuro di quello che gli aspetta fino alla serata del ballo.

Le difficoltà della lingua italiana per uno slovacco

In uno dei miei post ho parlato della principali difficoltà che i madrelingua italiani incontrano nell’imparare lo slovacco. Oggi invece vorrei parlare delle difficoltà degli slovacchi nell’imparare l’italiano.

Innanzitutto, per quanto sorprendente possa sembrare, gli slovacchi che studiano l’italiano sono davvero molti. Ovviamente non mi sorprende che l’italiano sia una delle lingue offerte nelle facoltà di lingue o in quelle di traduzione e interpretazione. Quello che mi sorprende è che l’italiano venga insegnato anche a scuola (solo a Banská Bystrica, conosco almeno due scuole in cui c’è un corso di italiano). Inoltre, molti altri slovacchi imparano l’italiano perché studiano canto lirico.

In generale, devo dire che gli slovacchi hanno davvero molto talento per le lingue. Molti conoscono bene almeno 3 o 4 lingue. Ovviamente tutti padroneggiano il ceco, la maggior parte il russo, molti l’inglese, abbastanza il tedesco ed alcuni anche altre lingue, come il francese, lo spagnolo o l’italiano.

Per quanto riguarda l’italiano, a mio parere le loro difficoltà principali  sono queste.

Le doppie

Le doppie danno problemi a tutti gli stranieri (ma anche ai bambini italiani quando imparano a scrivere). A volte in italiano una lettera cambia radicalmente il significato di una parola, come quando ho letto sul menu di un ristorante che tra i piatti della casa ci sono le penne all’arrabbiata, peccato che la parola penne fosse scritta con una sola “n”, il che faceva veramente una differenza sostanziale 🙂

L’articolo

In slovacco gli articoli non esistono, per questo motivo, spesso gli slovacchi dimenticano di usarlo. La mancanza dell’articolo è di gran lunga l’errore più frequente dei miei studenti. Ovviamente non è un errore grave, perché se tutto il resto è corretto, la comunicazione è efficace.

L’ausiliare nei tempi composti

Diciamocelo: l’italiano è una lingua piena di eccezioni. Non esiste un vero sistema per spiegare agli stranieri quando devono usare l’ausiliare “essere” e quando “avere” per formare i tempi passati. Normalmente si dice che per i verbi di movimento normalmente hanno bisogno di “essere”, mentre gli altri usano “avere”, ma questa regola ha talmente tante eccezioni, che è praticamente inutile.

I modi e i tempi verbali

La grammatica italiana è abbastanza semplice rispetto a quella slovacca, però in compenso abbiamo una eccezionale varietà di modi e tempi verbali. Prendiamo per esempio il passato: mentre in slovacco esiste un unico passato, in italiano ne abbiamo ben 5. Inoltre, in slovacco non esiste il congiuntivo ed il condizionale ha un solo tempo.

L’accento

In slovacco di norma l’accento va sulla prima sillaba. In italiano invece non c’è una vera e propria regola, quindi per uno slovacco capire dove cade l’accento è un po’ come fare il gioco delle 3 carte: bisogna andare a tentativi.

Analogie e differenze fra slovacchi e italiani

Slovacchi e italiani, soprattutto quelli meridionali, per molti versi si assomigliano. In entrambe le culture la famiglia e la religione cattolica rivestono un ruolo fondamentale, i figli vanno a vivere fuori abbastanza tardi ed i momenti più importanti della vita delle persone vengono celebrati attorno ad una tavola riccamente imbandita.

Nonostante le molte analogie, nella vita quotidiana si possono constatare anche molte differenze. Nella maggior parte dei casi si tratta di piccole cose, che fanno semplicemente sorridere. Altre volte, senza un po’ di flessibilità, possono trasformarsi in shock culturali.

In questo post elencherò 10 di queste differenze, scelte tra quelle più ricorrenti. Ovviamente si tratta solo della mia personale esperienza e  in nessun modo devono essere interpretate come una regola fissa o uno stereotipo. 

  1.  Tutti in ciabatte. La prima regola che ho imparato quando sono arrivata in Slovacchia è: togliti le scarpe quando entri in casa. Il motivo è molto semplice, e secondo me ha anche molto senso: evitare di sporcare tutta la casa, soprattutto in inverno quando c’è molta neve e le scarpe sono bagnate. Fin qui niente di sconvolgente. La sorpresa è arrivata nel momento in cui ho visto che anche negli uffici, nelle scuole e nei negozi la maggior parte delle persone cammina con disinvoltura in ciabatte, cosa che in Italia sarebbe vista come qualcosa di insolito.
  2. Il secchio e lo straccio per lavare il pavimento nei bus. All’inizio i miei colleghi ed io avevamo varie teorie al riguardo (una ad esempio era che il secchio serviva nel caso in cui qualcuno dei passeggeri avesse lo stomaco delicato 🙂 ), ma alla fine abbiamo scoperto che la risposta è legata al punto precedente. In inverno c’è molta neve ed gli autobus si sporcano velocemente quando la gente sale con le scarpe bagnate, quindi il secchio e lo straccio servono semplicemente per pulire.
  3. Anche con 1 metro di neve le ragazze portano tacchi alti e la gente fa footing. Chapeau, perché col ghiaccio io ho problemi anche solo a camminare, però immagino che nel dna degli slovacchi ci sia una specie di sostanza antigelo che impedisce loro di cadere.
  4. Il riso viene servito a palline, come il gelato. In effetti in risposta a questa abitudine non si può fare altro che dire “perché no”?
  5. Quando ordini al ristorante scegli prima cosa vuoi bere. Nei ristoranti in Slovacchia mi è capitato spesso che il cameriere mi venga a chiedere cosa voglio ordinare appena 1 minuto dopo che mi sono seduta, quando sto ancora cercando di decifrare il menu per decidere cosa voglio mangiare. Questa efficenza può essere percepita dagli italiani in maniera negativa, ossia come un atteggiamento sbrigativo, mentre in realtà l’intenzione è nobile: vuole chiedere ai clienti cosa desiderano da bere, mentre chiederà cosa desiderano da mangiare nel momento in cui porterà le bevande.
  6. Per cominciare la zuppa. In Slovacchia ogni pasto comincia con la polievka, la zuppa. Ce ne sono molti tipi, tra cui di funghi, di cavolo acido, di verdure miste, di carne ed è sempre presente nei menu delle mense e dei ristoranti che per pranzo offrono normalmente la zuppa più un piatto principale a scelta fra varie opzioni ad un prezzo che va dai 2.50€ ai 5€.
  7. Dolci per pranzo. Personalmente questa è una delle cose che amo di più della Slovacchia: qui è abbastanza comune per pranzo mangiare un piatto principale dolce. Cosa si può chiedere di più?
  8. Non dimenticare i fazzoletti. Mentre venivo in Slovacchia in treno nel mio scompartimento ho visto una signora tirare fuori dalla borsa un rotolo di carta igienica ed andare nella direzione del bagno. Dopo poco ho capito perché: nei treni e negli edifici pubblici di solito i bagni sono sprovvisti di carta igienica, quindi meglio essere previdenti.  
  9. La chiave del bagno. Qui le cose da dire sono due. La prima è che spesso negli uffici pubblici o nelle scuole i bagni sono sprovvisti di chiave. La seconda è che, almeno a Banská Bystrica, a volte i bar e i ristoranti hanno il bagno in un altro edificio, quindi per andarci bisogna chiedere la chiave al cameriere.
  10. Il fumo nei locali pubblici. A seconda dei punti di vista, questa differenza rispetto all’Italia può essere positiva o negativa. Va detto però che in questo momento viene discussa una legge per introdurre il divieto di fumo dei locali pubblici in cui si consuma cibo e nei centri commerciali.