Il Natale in Slovacchia

Anche se in questo momento scrivo quasi dall’Italia, dove rimarrò per le feste (quasi, perché in questo momento sono in Austria, in viaggio tra la Slovacchia e l’Italia), anche oggi vorrei parlare della Slovacchia. Visto che ormai Natale è alle porte, come posso non parlare di come si festeggia il Natale nel meraviglioso Paese che mi ospita?

Innanzitutto, ho potuto constatare con piacere che, esattamente come in Italia, l’asse portante del Natale sembra essere il cibo 🙂 , ma andiamo per ordine. La preparazione al Natale comincia ad inizio dicembre e si apre ufficialmente a Mikuláš: nei negozi iniziano a vedersi gli alberi di Natale addobbati e le piazze sono abbellite da decorazioni natalizie, ma soprattutto cominciano i mercatini natalizi che ogni sera, nonostante la neve, si affollano di gente desiderosa di brindare in compagnia con varené vino, medovina e punč.

Il primo è una variante slovacca del vin brulé (tradotto letteralmente vuol dire vino cotto), la seconda, come dice il nome, è una bevanda calda a base di miele (da med: miele), mentre il punč è composto da vino e rum, ma ne esiste anche una versione analcolica. Ai mercatini natalizi  è molto diffuso anche il pan di zenzero, in varie forme e con varie decorazioni.

Nelle case, invece, il Natale arriva un po’ più tardi perché la tradizione vuole che l’albero di Natale venga addobbato il 24 dicembre da tutta la famiglia. Una volta che l’albero è pronto, arriva Babbo Natale che porta i regali e avverte della sua presenza suonando una campanella. Ovviamente al suono della campanella i bambini accorrono per incontrare Babbo Natale, ma per quanto veloci, non lo incontrano mai, chissà come mai… I regali saranno poi scartati il 24 sera dopo la cena.

I piatti che vengono serviti durante la cena del 24 dicembre variano da una zona all’altra della Slovacchia, ma di seguito ne riporto alcuni dei più tradizionali.

Kapustnica: una zuppa di cavolo acido (ingrediente in generale molto presente nella cucina slovacca) con carne.

Majonézový šalát: piatto simile a quella che in Italia chiamiamo insalata russa, con la particolarità che normalmente la mayonese viene fatta in casa.

Vianocný kapor: carpa natalizia. Per dovere di cronaca riporto quello che mi è stato detto riguardo la preparazione di questo piatto: la carpa viene comprata in ottobre viva e tenuta nella vasca da bagno senza cibo fino a Natale, in modo tale che elimini le impurità, visto che normalmente vive in ambienti insalubri.

Oblatky: sfoglie di pasta dolce, su cui normalmente si aggiunge miele.

Opekance: dolcetti simili a bigné vuoti conditi da semi di papavero (altro ingrediente piuttosto ricorrente nella cucina slovacca)

Dopo la cena, spesso si cantano canzoni natalizie, chiamate koledy. Eccone qui un esempio che sono sicura sarà familiare per tutti.

Ovunque vi troviate e in qualunque modo festeggerete le feste, auguro a tutti buon Natale: veselé Vianoce a štastný Novy Rok!

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L’arte della gestualità in italiano

stereoripo italiaCome è noto, l’italiano è una lingua che si parla non solo con la bocca, ma anche con le mani. Spesso per gli stranieri è difficile capire la nostra gestualità, che può apparire eccessiva e poco raffinata. Con mia grande sorpresa, leggendo questo interessante post, oggi ho appreso che per ovviare a questa barriera linguistico-manuale, nel 1958 l’artista e designer milanese Bruno Munari pubblicò The Fine Art of Italian Hand Gestures: A Vintage Visual. Concepito come supplemento ad un dizionario di italiano, la guida illustra e spiega alcuni dei gesti più comuni nella comunicazione quotidiana in italiano.

Vi segnalo inoltre questo interessante glossario illustrato di alcuni gesti italiani pubblicato dal New York Times.

La festa di Mikuláš

mikulasIeri in Slovacchia è stato un giorno speciale: San Nicola, qui più noto come Mikuláš. Mikuláš è la festa dei bambini che, se sono stati bravi ricevono cioccolatini, frutta e caramelle o, se hanno fatto qualche marachella, carbone o in alcuni casi patate, esattamente come da noi alla Befana.

Secondo la tradizione, il 5 dicembre i bambini lucidano gli stivali e li mettono vicino alla finestra e durante la notte San Nicola passa di casa in casa per riempirli di doni. Anche io oggi ho ricevuto tanti cioccolatini (e per fortuna niente carbone!) e ne ho distribuiti ai bambini 🙂

mikulas 2A di là della ghiottoneria, la festa di Mikuláš è particolarmente interessante per la storia del santo che celebra. San Nicola era un pellegrino e successivamente vescovo originario della attuale Turchia. Santo patrono della Russia e della Grecia (ma soprattutto della mia amata Bari!), viene ricordato per molte opere buone tra cui una particolarmente curiosa.

Un uomo povero voleva sposare le sue tre figlie, ma non avendo soldi per la dote, le costrinse alla prostituzione. San Nicola per salvarle dal triste destino mise un sacchetto di monete d’oro per la dote nelle calze messe ad asciugare o, secondo altre varianti, nel caminetto o sulla finestra.