Uomo avvisato, mezzo salvato!

Che cosa più dei proverbi esprime i valori di una cultura attraverso una lingua? Mi ha sempre divertito scoprire come uno stesso concetto sia espresso attraverso un proverbio in modi a volte completamente diversi a seconda delle lingue.

Prendiamo ad esempio uomo avvisato, mezzo salvato: in italiano suona quasi come una minaccia (ed in effetti spesso lo è) mentre la versione francese un homme averti en vaut deux suona in modo molto meno tragico. Ancora più positiva è la versione inglese forewarned is forearmed: qui non solo il malcapitato a cui il provebio viene risolto ha la speranza di salvarsi, ma può persino contrattaccare!

La mia versione preferita però è quella in gioiese, il dialetto del mio paese d’origine, Gioia del Colle (Ba). Il loro statt avvrtind!, (un mix tra “ti avverto” e “stai attento”) spesso accompagnato dal minaccioso gesto (occhi stretti, braccio teso e dita a forma di ok puntate dritte verso l’obiettivo dell’avvertimento) è stato l’incubo di molti bambini dediti alle marachelle. Questa versione è sicuramente quella di cui bisogna avere più paura: l’avvertimento c’è, ma la speranza di salvarsi non viene neanche menzionata!

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I diplomatici italiani fanno a meno degli interpreti

C’è bisogno di tagli? Detto fatto; si taglia sugli interpreti! Il Fatto Quotidiano ci dice che il servizio di interpretazione in lingua italiana al Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea sarà mantenuto solo per le riunioni di alto livello, mentre per quelle tecniche sarà eliminato.

Mettendo da parte i problemi di comunicazione che da questa decisione potrebbero derivare ed il risparmio minimo che si otterrà, mi limito a constatare che questo è l’ennesimo esempio della miopia che pervade non solo la politica, ma purtroppo a volte anche la mentalità italiana, soprattutto quando si parla di patrimonio culturale.

D’altronde l’Italia è lo stesso Paese che, pur avendo una lingua con cui sono state scritte alcune delle più importanti opere a livello mondiale, non fa che cedere terreno all’inglese (e se ne vanta). Che cos’ha il week end più del fine settimana? Il sandwich è forse più buono del panino? E un drink è forse meglio di una bibita? (Sarò esagerata, ma dopo aver letto qualche giorno fa in un locale della mia città “Pizzeria ristorante always open” penso di aver raggiunto il limite della sopportazione).

Per rimanere vive le lingue devono essere utilizzate (possibilmente correttamente), ancora meglio se in contesti internazionali come l’Unione Europea, nei quali è possibile accrescere il prestigio della lingua e, di conseguenza, accrescere l’influenza del Paese che la parla.

I Parlamentari tedeschi bocciano i traduttori dell’Unione Europea

Ecco il genere di articoli che mi allietano la giornata. Pare che i parlamentari tedeschi del Bundestag abbiano rispedito al mittente alcuni documenti tradotti in tedesco dai traduttori dell’Unione Europea. Questa decisione sarebbe stata presa perché la qualità della traduzione era talmente scarsa da porre veri e propri problemi di comprensione. Di conseguenza, i lavori di alcune commissioni del Parlamento tedesco sono stati rallentati.

Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto sia fondamentale il lavoro degli interpreti e dei traduttori, e di conseguenza, di quanto sia importante investire per avere la garanzia di una buona qualità dei servizi. Ed invece nella mia esperienza, purtroppo, ho dovuto troppe volte constatare che spesso interpreti e traduttori sono visti come un elemento accessorio. Per semplificare (ma neanche troppo) la linea è: “Sei un’interprete laureata? No, non ho bisogno dei tuoi servizi. Ho mia cugina che è diplomata al liceo linguistico!”.

Vale molto più di qualsiasi racconto di esperienza personale l’illuminante insegnamento della mia professoressa di interpretazione francese – italiano all’università, l’inimitabile Monica Meneghel che, a proposito di un convegno durante il quale forniva da qualche anno i suoi servizi, ci disse: “Quest’anno hanno deciso di rinunciare al servizio di interpretazione perché dovendo tagliare, tra gli interpreti e le ballerine di salsa, che hanno lo stesso costo, hanno scelto di pagare le ballerine di salsa”. Avete voluto le ballerine di salsa, ora ballate!